pompaggio idroelettrico acqua diventa una water battery

Pompaggio idroelettrico: l’acqua diventa una “water battery”

Per decenni l’acqua è stata considerata soprattutto una fonte per produrre energia. Oggi, però, il suo valore è anche nella capacità di immagazzinare energia e restituirla quando serve.

È il principio alla base del pompaggio idroelettrico, una tecnologia che sta assumendo un ruolo sempre più importante mentre aumentano la produzione da fonti rinnovabili e la necessità di disporre di sistemi di accumulo su larga scala.

A fotografare questa crescita è il World Hydropower Outlook 2026 dell’International Hydropower Association (IHA): nel 2025 sono stati aggiunti nel mondo 11,7 GW di nuova capacità di pompaggio e la capacità installata globale ha superato per la prima volta i 200 GW, arrivando a 201 GW. Ancora più significativo è il dato relativo ai progetti in sviluppo: la pipeline mondiale del pompaggio raggiunge 621 GW, considerando tutte le fasi, dalla pianificazione ai progetti già in costruzione.

Numeri che mostrano quanto il pompaggio stia diventando strategico per l’accumulo di energia su larga scala.

Come funziona una “water battery”?

Il funzionamento è semplice nel principio. Un impianto di pompaggio utilizza generalmente due bacini situati a quote differenti. Quando c’è disponibilità di energia elettrica, per esempio nelle ore in cui la produzione da fonti rinnovabili supera la domanda, l’acqua viene pompata dal bacino inferiore a quello superiore. L’energia elettrica viene così trasformata in energia potenziale dell’acqua.

Quando invece aumenta la richiesta di elettricità, l’acqua viene lasciata scendere verso il bacino inferiore passando attraverso le turbine. L’energia potenziale viene nuovamente trasformata in energia elettrica e immessa nella rete. È per questo che il pompaggio viene spesso definito una “water battery”, una batteria ad acqua: non produce energia dal nulla, ma permette di spostare nel tempo l’energia disponibile, conservandola fino al momento in cui può essere utilizzata.

Il vantaggio è soprattutto la scala. A differenza di molte tecnologie elettrochimiche, il pompaggio può essere utilizzato per gestire grandi quantità di energia e per periodi prolungati. L’IHA lo considera infatti la principale tecnologia di accumulo energetico di lunga durata attualmente disponibile su scala globale.

Perché solare ed eolico aumentano il bisogno di accumulo

La crescita di fotovoltaico ed eolico sta cambiando il modo in cui viene prodotta l’elettricità. Sole e vento non producono energia in modo costante: il fotovoltaico raggiunge la massima produzione nelle ore di maggiore irraggiamento, mentre l’eolico dipende dalla disponibilità del vento. Il risultato è che possono verificarsi momenti in cui l’energia prodotta è superiore a quella richiesta e altri in cui la produzione da fonti rinnovabili non è sufficiente a coprire la domanda.

È qui che entra in gioco l’accumulo. Quando la produzione di energia supera la domanda, il pompaggio utilizza quell’energia in eccesso per riportare l’acqua nel bacino superiore, dove viene conservata sotto forma di energia potenziale. Quando invece la domanda aumenta o la produzione da altre fonti diminuisce, l’acqua viene fatta scendere attraverso le turbine per produrre nuovamente elettricità. In questo modo, una risorsa già presente negli impianti idroelettrici – l’acqua – diventa anche uno strumento per gestire nel tempo l’energia prodotta.

Pompaggio idroelettrico in Europa: una tecnologia in crescita

La crescita del pompaggio non riguarda soltanto i nuovi grandi progetti internazionali. Anche l’Europa sta guardando con crescente attenzione a questa tecnologia.

Secondo l’IHA, la necessità di sistemi di accumulo di lunga durata sta aumentando nei mercati europei, anche a causa della crescente presenza di fonti rinnovabili variabili. Nel 2025 diversi Paesi europei hanno registrato per centinaia di ore prezzi dell’elettricità negativi, un fenomeno che evidenzia quanto sia importante poter utilizzare l’energia prodotta in eccesso invece di limitarne la produzione.

Il pompaggio può quindi diventare un elemento importante per accompagnare la crescita delle rinnovabili, soprattutto nei sistemi elettrici in cui la produzione solare ed eolica assume un peso sempre maggiore.

Dal nuovo impianto alla valorizzazione di quelli esistenti

Lo sviluppo del pompaggio non passa necessariamente soltanto dalla costruzione di grandi impianti completamente nuovi.

In alcuni casi, infatti, può essere possibile valorizzare infrastrutture idroelettriche già esistenti, intervenendo sulla configurazione dell’impianto o integrando nuove funzioni di pompaggio. È un approccio che può permettere di sfruttare infrastrutture, connessioni alla rete e opere idrauliche già disponibili, valutando caso per caso la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento.

Per gli impianti esistenti diventano quindi importanti attività come revamping, repowering, aggiornamento delle apparecchiature, automazione e sistemi di controllo e supervisione. L’obiettivo è aumentare le prestazioni dell’infrastruttura e adattarla alle esigenze di un sistema energetico che sta cambiando.

Cosa serve per realizzare un impianto di pompaggio idroelettrico

Un impianto di pompaggio richiede l’integrazione di diverse competenze tecniche. Il funzionamento dipende infatti dal corretto coordinamento tra opere idrauliche, pompe, turbine, generatori, sistemi elettrici, automazione e controllo.

Anche la parte digitale assume un ruolo importante: PLC, sistemi SCADA e dispositivi di monitoraggio permettono di controllare il funzionamento dell’impianto e di gestire in modo coordinato le diverse apparecchiature. La progettazione di questi sistemi richiede quindi una visione complessiva dell’impianto, dalla parte idraulica fino alla gestione e al controllo delle apparecchiature.

È proprio questa integrazione tra competenze diverse a determinare l’efficienza e l’affidabilità di un sistema di pompaggio.

Pompaggio idroelettrico: la “water battery” che guarda al futuro

Il pompaggio idroelettrico non è una tecnologia nuova. La novità è il ruolo che sta assumendo all’interno dei sistemi energetici contemporanei. La crescita di fotovoltaico ed eolico sta aumentando il valore delle tecnologie capaci di accumulare grandi quantità di energia e restituirle in un momento successivo.

I numeri dell’IHA mostrano chiaramente questa direzione: oltre 200 GW di pompaggio già installati nel mondo e una pipeline di 621 GW indicano un settore destinato a crescere ancora nei prossimi anni.

Per il settore idroelettrico significa anche guardare con maggiore attenzione al patrimonio di impianti già esistente e alle possibilità di modernizzazione e integrazione di nuove tecnologie.

Pira Impianti: competenze per valorizzare l’idroelettrico

La crescita del pompaggio porta con sé nuove esigenze di progettazione, integrazione e gestione degli impianti. Pira Impianti mette a disposizione competenze nell’ingegneria idraulica, meccanica, elettrica e informatica, seguendo interventi che comprendono progettazione, manutenzione, revamping, repowering e aggiornamento dei sistemi di automazione e controllo.

Per un impianto idroelettrico, significa poter intervenire sulle tecnologie esistenti per migliorarne prestazioni, affidabilità e capacità di rispondere alle nuove esigenze del sistema energetico.

Vuoi capire quali possibilità offre la modernizzazione del tuo impianto idroelettrico?Contatta Pira Impianti per valutare insieme il progetto più adatto.

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